venerdì 13 marzo 2009

La Banca dei poveri apre anche in Italia.Yunus riuscirà a realizzare il suo sogno?

             Microcredito

Amina Ammajan era una mendicante del Bangladesh, vale a dire una delle persone più povere della terra. Vedova e madre di due figlie, era sul punto di morire, quando la casa le crollò letteralmente sulla testa. Oggi possiede la casa, un pezzettino di terra e del bestiame. Non è ricca, ma vive dignitosamente.

La sua vita, come quella di milioni di altre persone, soprattutto donne, è cambiata completamente da quando ha incontrato Grameen, la banca del Bangladesh che pratica il credito ai derelitti: pochi soldi, dati a fronte di un progetto minimo e senza nessuna richiesta di garanzia.

Il risultato è stato entusiasmante. Gli ultimi della terra a cui Grameen concedeva un’opportunità, non solo mettevano in piedi attività redditizie della più diversa natura (dalla vendita di focacce alla fabbricazione di sgabelli in bambù, alla coltivazione di riso) che consentivano loro di sfuggire alla miseria e agli usurai, ma rimborsavano puntualmente i prestiti.

Molto più di quanto facessero i clienti "normali" delle banche tradizionali. Insomma proprio la disperazione e la mancanza di alternative farebbero di un povero un creditore affidabile, assai più di un creditore comune.

La  Grameen Bank è  stata fondata dal premio Nobel per la pace Muhammad Yunus.

La Storia

Nel 1972 Muhammad Yunus diventa capo del dipartimento economico dell'universita' di Chittagong e nel 1974  accompagna alcuni studenti in visita nelle zone piu' povere del Bangladesh, dove carestia e poverta' uccidono milioni di persone.

Quel viaggio cambia la sua vita e decide di dover fare qualcosa: presta 27 dollari a un gruppo di 40 donne che facevano cesti in bambu', in modo da consentire loro di espandere l'attivita' e di uscire dal giro degli usurai.

Le donne, fino a quel momento, ricevevano per il loro lavoro una somma talmente esigua che erano in grado a malapena di acquistare la materia prima per fare altri cesti e non riuscivano mai a realizzare profitti. Il prestito iniziale consentì loro di aumentare la produzione, gli introiti e restituire la somma.

All'inizio cerca di convincere il sistema di credito tradizionale ad aprire gli sportelli ai poveri, ma fa un buco nell'acqua: nessuna banca era disposta a fare credito a chi ritenuto inaffidabile a causa della presunta incapacità di restituzione del debito.

Ma l'economista non demorde e effettua piccoli prestiti prelevando denaro dalle proprie tasche o chiedendo credito a proprio nome. E a sorpresa il piccolo sistema si rivela la carta vincente: il 99 per cento dei contadini restituisce il debito puntualmente, abbattendo quel luogo comune legato all'insolvibilità.

Le trattative portate avanti contemporaneamente da Yunus per ottenere la sponsorizzazione della Banca del Bangladesh e l'appoggio delle banche commerciali del Paese sortiscono finalmente risultati: il progetto viene così diffuso dal villaggio di Jobra, sede del primo esperimento, a tutto il Bangladesh, arrivando agli oltre 5 milioni di persone che oggi ne fanno uso, di cui il 96 per cento di sesso femminile. 

Il microcredito arriva anche in Italia 

Anche nel nostro paese esiste una "fame" di microcredito, specialmente tra i giovani e gli immigrati che reclamano diverse esigenze, di natura abitativa, economica e familiare. Grazie ad un accordo tra Unicredit, Università di Bologna e la Grameen Bank è previsto il decollo, anche in Italia, del microcredito.

I meno abbienti d'Italia potranno  così accedere a forme di prestito senza dover dare alcuna forma di garanzia. In particolare questa nuova modalità di prestito si rivolgerà a donne e poveri che non possono avere credito da una banca tradizionale, e dunque avviare imprese, senza cadere nelle mani degli usurai.

In Italia la cosiddetta "banca dei poveri" assumerà la forma di una Organizzazione non Governativa e non di un istituto finanziario vero e proprio, e si porrà l'obiettivo di far entrare in funzione il microcredito nella penisola entro la fine del 2009.

Ad oggi la Grameen Bank è operativa in 28 paesi, prevalentemente in via di sviluppo, ma la sua idea è di esportare il modello nel mondo. Da poco è presente anche nei paesi occidentali - Spagna, USA - dove, soprattutto per il prossimo futuro, non mancheranno di certo candidati desiderosi di accedere a prestiti, per una volta, modellati sulle esigenze di chi le richiede.

Un ultimo dato su cui riflettere: il sistema non è in perdita. La percentuale di insolvenze è molto più bassa di quella registrata tra i clienti di banche tradizionali, ben il 98% dei prestiti viene restituito.

Conclusioni

Yunus è originario del Bangladesh, ha studiato e vissuto negli USA, ed avrebbe potuto restarvi, come tanti, fare una carriera universitaria, integrarsi egregiamente. Ma Yunus voleva tornare a casa, voleva essere utile al suo paese, contribuire alla sua crescita economica.

Anche nel suo paese avrebbe potuto vivere nella sua condizione privilegiata di insegnante universitario, ma voleva davvero aiutare il suo paese e così ha impiegato tutta la sua imprenditorialità per sconfiggere la povertà.

Ha impegnato la sua eccellente capacità imprenditoriale per un obiettivo di interesse generale, collettivo, di solidarietà umana, di impegno sociale.

Questa è forse la lezione più importante che possiamo ricavare da Yunus e la più divergente dalla comune mentalità di mercato, che vuole le persone agire sempre e soltanto per proprio tornaconto, per il proprio profitto.

Yunus dimostra che, se ci stanno a cuore gli esseri umani, è possibile creare imprese basate non sulla cupidigia ma sull'impegno sociale e che queste imprese possono essere competitive e dare profitto, possono inserirsi a pieno titolo in un'economia di mercato, migliorando la vita dei più deboli e non sfruttandoli.

Il sogno di Yunus è un mondo senza povertà "Relegheremo la povertà nei musei. Ce ne sarà uno in ogni Paese, ci porteremo i bambini in visita: resteranno orripilati scoprendo la condizione infame che così tanti esseri umani hanno dovuto sopportare per così lungo tempo e condanneranno i loro progenitori che hanno permesso tutto ciò".

E’ questo il primo dei «sogni a occhi aperti» di una lunga lista che Muhammad Yunus ha messo nero su bianco nel suo ultimo libro, «Un mondo senza povertà»

 

4 Comentários:

Anonimo ha detto...

questa è brava gente, eper fortna che ci sono, ma ne servirebbero di piu'.

se da un lato è una buona notizia che arrivi pure in italia, per dare speranza ai precari che sarannos empre di piu, mi chiedo quanto stiamo cadendo in basso se necessitiamo del microcredito.

prendiamola positiva che è meglio.

Anonimo ha detto...

Sono anche io molto contento di questo tipo di iniziativa, ma sono purtroppo sicuro che non decolerra' mai.
Avete fatto un patto con il diavolo: UNICREDIT, SONO UNA VERA BANDA DI LADRONI.Ho molti amici e conosco tanta gente, non ce n'e' neanche una che non ha avuto problemi con questa specie di banca.Hanno rubato ai comuni, alle regioni, ma sopratutto hanno rubato alle persone POVERE E agli anziani.
VERAMENTE, CON TUTTO IL CUORE, STATE ATTENTI, QUESTE PERSONE HANNO COME UNICO SCOPO IL DENARO, E COME HANNO FATTO CON MIA MADRE, NON HANNO RISPETTO PER NESSUNO.

Anonimo ha detto...

@Rigitians':Non so se Yunus riuscirà mai ha realizzare il sogno di debellare la povertà ma una cosa è certa milioni di persone grazie alla sua geniale intuizione ora vive in maniera dignitosa ed indipendente.Non credo che possa essere la soluzione per i precari, per loro ci vogliono altre politiche.Ma se il microcredito può dare una mano a qualcuno per uscire dallo stato di povertà ben venga.
Grazie per l’intervento.

Alex Mero ha detto...

Che lo si voglia o no, tutti noi siamo coinvolti in ciò che accade nel mondo. Qualunque sia il nostro status, tutti possiamo vedere che un gran numero di persone ha uno standard di vita che supera ogni proporzione. Come se la povertà non esistesse affatto. Tuttavia, il fatto che la maggioranza degli abitanti di questo pianeta vive in povertà e che milioni soffrano di fame, è nostra responsabilità. Forse è sufficiente prestare attenzione alle vere cause di questo squilibrio, ed essere consapevoli della grande necessità di intraprendere azioni atte a incoraggire a distribuire meglio la ricchezza tra le persone. "Ogni consapevolezza individuale, di per sé , può diventare un incentivo per gli altri a seguire il buon esempio e in questo modo, contribuire ad una visione collettiva in grado di cambiare il mondo intero." (Alex Mero)

Posta un commento

Contatti

Nome:
Indirizzo Email:
Messaggio:

create web form

Apture

Il Meglio del Vivere Bene © 2008. Template by Dicas Blogger.

TOPO