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domenica 5 luglio 2009

Strumenti per creare le Mappe Mentali

di Enrico Sigurtà

mindmap Nello scorso articolo avevi visto come le mappe mentali  possono sviluppare la tua creatività. In questo articolo invece scopri gli strumenti che utilizzo io per creare diagrammi di flusso e mappe mentali per progetti, infoprodotti e quant’altro. Questo strumento è di una comodità e rapidità incredibile. C’è anche un esempio già pronto per farti capire come funziona. Inserisci all’inizio della riga l’argomento principale.

Crea una spaziatura con il tasto TAB (che in genere si trova subito a sinistra della Q) per creare i primi rami. 2 spaziature per i sotto rami. 3 spaziature per i sotto sotto rami e così via. Premi il pulsante “Convert to Mind Map” sotto la casella di testo per creare una nuova mappa mentale.

Puoi prendere gli elementi della mappa e spostarli con una certa libertà semplicemente trascinandoli con il mouse. Sulla destra trovi alcuni comandi. Provali per vedere a cosa servono. Quando hai finito di fare la mappa clicca su “Save Map…” (abilità i pop up altrimenti non puoi salvarla).

Ti consiglio di giocarci un pochettino. Ti renderai conto che questo strumento è semplice e rapidissimo da utilizzare, e si presta abbastanza bene per i brainstorm. L’unica pecca è che i rami hanno tutti lo stesso colore.

Ma per questo puoi benissimo prendere l’immagine della mappa mentale, andare in programmi di grafica come Paint.net, selezionare l’area con all’interno i rami che vuoi ricolorare, e giocare un po’ con i comandi di luminosità/saturazione/colorazione.

Questo è lo strumento preferito di tutti gli studenti:). Non solo ti fa una mappa mentale, ma ti fa addirittura una ricerca completa per gli argomenti che vuoi. Inizia a selezionare da quale wikipedia attingere le informazioni (quello in italiano è it.wikipedia.org mentre quello in inglese è en.wikipedia.org ). Seleziona l’argomento centrale e clicca su search. In un attimo ti ritrovi bella che pronta una mappa mentale con tutti gli argomenti correlati al tema principale.

Ci sono 2 tipi di rettangoli: quelli con un + grigio/azzurrino e quelli con 2 frecce verdi. I primi ti permettono, cliccando sul +, di espandere la ricerca e vedere i sotto rami dei vari argomenti. Cliccando invece sulle freccine verdi cambierai l’argomento centrale (può essere utile per approfondire ulteriormente un sottoramo). Cliccando sul testo in qualsiasi quadrato o cerchio ti si aprirà la pagina di Wikipedia corrispondente.

Sono strumenti molto simili, uno fatto per le mappe mentali, l’altro per i diagrammi di flusso. Dopo esserti registrato, devi creare una nuova mappa/diagramma e sfruttare i vari comandi, estremamente intuitivi. I risultati con questi strumenti sono molto professionali e si realizzano con una certa semplicità e rapidità.

 

A Cura di Enrico Sigurtà,
Autore di
“I Segreti della visualizzazione” e “I Segreti della Creatività”

mercoledì 24 giugno 2009

Sviluppa la tua creatività con le mappe mentali

     Main_Mind_Map 

Oggi ho il piacere di ospitare Enrico Sigurtà un giovane studioso ed esperto di programmazione di videogiochi,  crescita personale e paranormale: divora  una grandissima quantità di manuali e libri per approfondire questi argomenti il più possibile.  E’ autore di due ebook di successo“I Segreti della Visualizzazione” e “I Segreti della Creatività” .

Lascio la parola ad Enrico.

Le mappe mentali, strumento ideato da Tony Buzan, sono perfette per schematizzare grandi concetti in una sola pagina. Il loro funzionamento è estremamente semplice. Inizi scrivendo al centro di un foglio il concetto che vuoi ampliare.

A questo punto, dal centro, fai parite tanti rami quanti sono gli argomenti che compongono il tuo tema. Ad esempio, se parliamo di film, puoi creare un ramo per quelli d’azione, un altro per le commedie, un altro per i thriller, ecc… .

La cosa non sarebbe diversa da un normale schema, se non fosse che nelle mappe mentali ogni ramo deve avere un colore. Ad esempio, il ramo delle commedie lo puoi fare rosso, mentre quello dei film d’azione in blu. Non ci sono regole particolari per la scelta dei colori. E’ importante però che ogni ramo (e i rispettivi sotto rami) sia colorato.

Nelle mappe mentali puoi sbizzarrirti quanto vuoi. Colori, disegni… qualsiasi cosa possa aiutarti a richiamare al meglio i concetti è ben accetto. Ed è proprio questo punto che rende le mappe mentali perfette per allenare il tuo emisfero destro (e, in particolare, la tua creatività). 

Questo avviene perchè consenti alla tua mente di lavorare a “pieno ritmo”, sfruttando entrambi gli emisferi. In più, lasciando dei rami dlela mappa vuoti, la mente cercherà di riempirli, permettendoti così di sfruttare questo strumento anche per fare del brainstorming.

E’ importante notare che alleni la tua creatività con le mappe mentali solo se le fai a mano. Creandole manualmente infatti riesci ad esprimere rapidamente tutta la tua creatività, oltre a rinforzare maggiormente il tuo cervello. I software non sono così efficaci per 3 motivi:
1) ti rallentano ( anche quando si tratta di strumenti molto rapidi e intuitivi );
2) ti limitano ( un software avrà sempre un numero finito di strumenti, mentre la tua mente ne ha un numero infinito );
3) il computer difficilmente può richiamare delle belle sensazioni. L’uso di matite colorare e pennarelli invece richiama più facilmente delle sensazioni piacevoli dall’infanzia, rendendo la stessa esperienza della creazione di una mappa mentale più piacevole.
 

A Cura di Enrico Sigurtà,

Autore di “I Segreti della Visualizzazione” e “I Segreti della Creatività”

mercoledì 13 maggio 2009

Un metodo per rendere il pensiero più efficiente

Si tratta  del metodo di pensiero  creato da Edward De Bono nel suo libro "Sei cappelli per pensare” utilizzandolo  riusciremo a saper discutere guardando un argomento da tutti i punti di vista, rispettando il parere degli altri, evitando scontri e litigi, trovando soluzioni condivise e diventando più creativi nel pensare.

In genere quando ci si riunisce per discutere di un progetto, per affrontare un problema, per valutare una situazione, per trovare nuove direzioni si conserva sempre lo stesso atteggiamento che porta, come risultato, a discussioni sterili ed insoddisfacenti che fanno perdere molto tempo e non aiutano ad analizzare esaurientemente l’argomento in discussione.

Il pessimista tenderà a vedere i lati negativi, l'ottimista li sottovaluterà, il creativo volerà troppo con la fantasia.Tutto questo accade perché, più che cercare di proporre nuove idee, cerchiamo di imporre il nostro punto di vista.

Edward De Bono suggerisce, invece, di provare a fare gli attori, a recitare un ruolo diverso, evitando di limitarsi a difendere le proprie posizioni ma cambiando atteggiamento, associandolo ad un determinato ruolo che ci viene proposto in quel momento, proponendoci di indossare un cappello colorato.

I cappelli a disposizione sono sei, di sei colori diversi. Di conseguenza, durante la nostra riunione, dovremo riuscire ad adottare sei atteggiamenti diversi nell’affrontare la questione in discussione. Il cappello che avremo in testa in un determinato momento, ci ricorderà quale ruolo stiamo ricoprendo e ci porterà ad assumere l’atteggiamento conseguente.

Si può decidere di ragionare, di volta in volta, secondo quanto ci viene suggerito dai 6 cappelli  che possiamo immaginare di metterci in testa prima di pensare e di parlare. Si tratta di sforzarci di pensare secondo il modello proposto, a turno, da ciascun cappello. I sei cappelli per pensare sono uno strumento di ideazione utilissimo da usare per affrontare i problemi prendendo in considerazione tutte le angolazioni possibili.

Come utilizzare la tecnica

Si possono utilizzare i sei cappelli per pensare in gruppo o da soli. Con il gruppo, c'è il beneficio di avere più pareri ed avere differenti stili di pensiero che analizzano lo stesso problema.

Ogni "cappello per pensare" è un differente stile di pensiero. I significati sono spiegati di seguito:

Cappello bianco

cappello%20bianco

Il bianco è un colore neutro e oggettivo. Con questo cappello ci si focalizza sui dati disponibili. Immaginate un computer che fornisce i dati e le cifre che vengono richiesti. Il computer è imparziale e obiettivo.Non offre interpretazioni e non esprime opinioni. Quando indossa il cappello bianco il pensatore deve imitare un computer.

Bisogna ricercare le informazioni che si possiedono riguardo il problema e bisogna cercare di ottenere delle informazioni utili.

Cappello rosso

cappello%20rosso

Il colore rosso suggerisce ira,rabbia ed  emozioni."Indossare" il cappello rosso significa guardare il problema usando intuizioni, reazioni ed emozioni. Il pensatore  col cappello rosso è autorizzato  a dire “Questa è la mia sensazione rispetto al  al problema”.

Cappello nero

cappello%20nero

Il colore nero è cupo e negativo. Il cappello copre gli aspetto negativi, il perchè una cosa non può essere fatta. Usando il cappello nero per pensare, si guarda a tutti i punti negativi delle decisioni.

Provare a vedere perché la soluzione potrebbe non funzionare. Questo è importante perché evidenzia i punti deboli del piano.  Può anche aiutare a individuare debolezze critiche e gli eventuali rischi.

Il cappello nero è uno dei reali benefici della tecnica in quanto molte persone utilizzano un pensiero positivo che spesso non permettono di vedere i problemi in avanzamento. Questo permette di prepararsi alle difficoltà.

Cappello giallo

cappello%20giallo

Il giallo è il colore solare e positivo. Il cappello giallo è un cappello  da ottimista e comprende la speranza e i pensieri positivi e costruttivi. Il cappello giallo aiuta a continuare la discussione quando tutte le cose sono viste con difficoltà.

Cappello verde

cappello%20verde

Il  verde  evoca l’immagine dell’erba, di vegetazione e di crescita fertile e abbondante. Il cappello verde indica creatività e il prodursi di nuove idee. Viene indossato per sviluppare soluzioni creative a dei problemi che emergono durante la discussione delle idee.

Cappello blu

cappello%20blu

L’azzurro è in colore freddo ed è il colore del cielo che tutto sovrasta. Il cappello blu serve a controllare la discussione. È il cappello utilizzato dal moderatore dell'incontro. Quando si incontrano delle difficoltà con questo cappello si cerca di riassumere, di sintetizzare i contenuti del discorso e cercare di far ripartire la valutazione dell'idea.

Principali scopi di questo metodo

1) La difesa dell’Io. Recitare la parte che ci impone il cappello che indossiamo ci permette di difendere il nostro Io  che è la causa della maggior parte degli errori che compiamo nel pensare.

2)Direzione dell’attenzione. Se  non vogliamo che il nostro pensiero  sia  di pura e semplice reazione, dobbiamo trovare il modo di  indirizzare  l’attenzione su ogni singolo aspetto del problema. I sei cappelli  sono appunto un mezzo per dirigere l’attenzione su  sei diversi aspetti  del problema.

3)Convenienza. Il simbolo dei sei cappelli costituisce una maniera molto conveniente per chedere  ad altri o a noi stessi, di cambiare registro. Si può chiedere di essere negativi o di smettere di esserlo; di essre  creativi, o di esprimere  una reazione puramente emotiva.  

Scrive ancora Edward de Bono:" Il sistema dei sei cappelli è progettato per far passare il pensiero dal normale metodo dialettico al metodo di mappatura. Il pensiero diventa così un processo a due fasi. La prima fase è l'esecuzione della mappa. la seconda è la scelta del percorso sulla mappa. Se la mappa è fatta bene, il percorso migliore risulterà spesso di immediata evidenza."

 

Fonte : Edward De Bono  “Sei Cappelli per Pensare”

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